Spesso è facile confondere l’apatia come un aspetto naturale del carattere di un individuo ma in realtà l’apatia è sintomo di un disagio che può celare uno stato di malessere molto profondo.
Quali sono le cause che ci portano dunque ad avere questo stato catatonico in cui si sembra di essere dentro un limbo, una gabbia emotiva che ci spinge a credere di non avere via d’uscita, che nulla potrà risolversi. Ne consegue la rassegnazione con cui l’individuo accetta quello che in realtà non è assenza di emozioni ma anzi una profonda fragilità e incapacità di reagire e tornare ad essere felici.
Quali sono dunque le cause che ci gettano in questo stato?
- Depressione: la depressione può causare una perdita di interesse per le attività che solitamente portano piacere.
- Stress e ansia: lo stress e l’ansia prolungati possono causare una sensazione di esaurimento emotivo e fisico che si traduce in uno stato di torpore e annullamento.
- Trauma e dolore emotivo: il trauma emotivo, come la perdita di una persona cara se non viene elaborata nel tempo e soprattutto accettata può portarci ad una chiusura totale.
- Problemi di salute fisica: alcune malattie, come l’ipotiroidismo, possono causare una sensazione di apatia.
- Dipendenze: l’abuso di droghe, alcol e altre sostanze.
- Isolamento sociale: la mancanza di relazioni significative e la solitudine possono essere causa di una forte sensazione di apatia.
La sensazione di apatia è spesso il risultato di una combinazione di fattori, tra cui problemi emotivi, fisici e sociali. È importante cercare un aiuto professionale se si sperimenta una sensazione di apatia, poiché può essere un sintomo di problemi di salute mentale o fisica che richiedono maggiore attenzione.
Come si può uscire dallo stato di apatia?
Qualcuno direbbe che la migliore cura è “fare” cioè sforzarsi anche se non con poca fatica di impegnarsi nell’essere attivi, aggiungere nel nostro quotidiano delle attività che possano tenerci impegnati e farci provare quella magnifica sensazione di essere utili per qualcuno, avere cura di un animale, fare volontariato o semplicemente essere produttivi verso se stessi, anche arrivare a fine giornata con sentendosi piacevolmente stanchi ma soddisfatti di aver portato a termine il proprio lavoro, faccende domestiche o aver seguito con interesse un hobby. Non sottovalutiamo mai il potere dell’impegno e del lavoro fisico che potrà oltre alla soddisfazione, permetterci di fare un sonno ristoratore.
Dunque possiamo elencare diverse cose che una persona può fare per superare l’apatia. Ecco alcuni suggerimenti:
- Identificare la causa: la prima cosa da fare è identificare la causa dell’apatia. Se si tratta di un problema di salute mentale o fisica, come la depressione o una malattia cronica, è importante cercare aiuto medico o psicologico.
- Attività fisica: l’esercizio fisico è fondamentale per migliorare l’umore e aumentare i livelli di energia. Anche una breve passeggiata all’aria aperta può aiutare a rompere il ciclo dell’apatia.
- Dormire bene: assicurarsi di avere un sonno adeguato e di qualità può aiutare a ridurre i livelli di stress e migliorare l’umore.
- Alimentazione equilibrata: mangiare cibi sani e nutrienti può aiutare a mantenere alti i livelli di energia e migliorare l’umore.
- Attività piacevoli: provare a fare attività che solitamente si apprezzano, anche se non ci si sente motivati. Ciò può aiutare a rompere il ciclo dell’apatia e migliorare l’umore.
- Supporto sociale: cercare il sostegno di amici o familiari può aiutare a superare l’apatia.
- Fare attività gratificanti come volontariato o prendersi cura di un animale.
In sintesi, superare l’apatia richiede uno sforzo costante per identificare e affrontare le cause compiendo così piccoli passi che in realtà saranno notevolmente significativi per migliorare l’umore e aumentare i livelli di energia.
Non sottovalutiamo inoltre di essere reduci da un periodo storico senza precedenti.
La pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto significativo sulla salute mentale e il benessere psicologico delle persone in tutto il mondo.
Come evidenziato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e in Italia dal Ministero della Salute la pandemia ha aperto le porte a disagi psicologici che ancora oggi molte persone faticano a superare.
- Ansia e stress: l’incertezza e la paura del futuro hanno causato ansia e stress. La preoccupazione per la salute e il benessere dei propri cari, oltre alla preoccupazione per la propria salute e le conseguenze economiche della pandemia, hanno avuto un impatto significativo sulla salute mentale.
- Depressione: un senso di isolamento sociale, solitudine e disperazione. La perdita di occupazione o di una persona cara a causa del virus hanno gravato sullo stato d’animo dell’intera umanità sfociando molto spesso in rabbia e aggressività
- Disturbi del sonno: l’ansia e lo stress causano problemi di sonno, come insonnia o sonno interrotto. Questo porta ad un senso di stanchezza e diminuzione dell’energia.
- Disturbi alimentari: lo stress e l’ansia causano cambiamenti nell’appetito e nell’assunzione di cibo, portando a disturbi alimentari come l’anoressia o la bulimia.
- Aumento dell’abuso di sostanze: le persone possono ricorrere all’abuso di sostanze come l’alcol o le droghe per far fronte allo stress e alla paura causati dalla pandemia.
- Trauma: inutile aggiungere che tutto questo causato un trauma per coloro che hanno vissuto la perdita di una persona cara o hanno lavorato in prima linea nella lotta contro il virus.
Gli effetti psicologici provocati dai social media.
Vengono chiamati social anche se spesso diventano veri e propri strumenti unsocial che incentivano le persone ad una vera e propria “clausura sociale”. Occupano significativi momenti della nostra giornata, per strada incontriamo persone a noi collegate con l’etichetta di “amici”, ma stentano o evitano del tutto di salutarci, di cercare un dialogo che in realtà non esiste come non esiste in verità un vero rapporto. Dunque perché cercare un collegamento virtuale quando poi non si ha alcun interesse ad averlo nel reale?
Vediamo sempre più spesso giovani ragazzi alienati, intenti a catturare momenti e location adatte come sfondo per i loro selfie, tutto motivato da un bisogno estremo di attenzione, di feedback e approvazioni che se stentano ad arrivare o non arrivano nella quantità sperata provocano stati di delusione e depressione. Non si vuole un giudizio se non positivo, quando non lo è sfocia in cyberbullismo. Sono poi nati dei neologismi come smombie parola nata dalla fusione di smartphone e zombie, ovvero chi cammina per strada senza alzare lo sguardo dallo smartphone cosa che provoca infatti dsevere “craniate” su pali e vetrine.
L’uso dei social media può avere un impatto significativo sulla salute mentale e il benessere delle persone. Alcuni degli effetti che i social media possono avere sulle persone sono:
- Ansia e depressione: l’uso eccessivo dei social media può portare all’ansia e alla depressione. La dipendenza dai social media può portare a un senso di isolamento sociale e solitudine, aumentando i livelli di stress e ansia.
- Dipendenza: l’uso compulsivo dei social media può portare a dipendenza e può diventare difficile interrompere l’uso.
- Disturbi del sonno: l’uso dei social media prima di dormire può interferire con il sonno, aumentando i livelli di stanchezza e riducendo l’energia durante il giorno.
- Problemi di immagine corporea: l’esposizione a immagini di corpi ideali su Instagram o altri social media può portare a problemi di immagine corporea e disturbi alimentari come l’anoressia o la bulimia.
- Cyberbullismo: l’uso dei social media può anche portare al cyberbullismo, causando stress e ansia alle vittime.
- Confronto sociale: l’uso dei social media può portare a confronti sociali, dove le persone si confrontano con gli altri e si sentono inferiori o inadeguate rispetto ai loro amici o contatti sui social media.
- Mancanza di privacy: l’uso dei social media può portare alla mancanza di privacy e all’esposizione delle informazioni personali.
In sintesi, l’uso dei social media può avere notevoli effetti negativi sulla salute mentale e il benessere delle persone. È importante utilizzare i social media in modo responsabile e limitare l’utilizzo se si iniziano a sperimentare effetti negativi di apatia e isolamento sociale, specialmente ai più giovani che imitano – brutto a dirsi – il comportamento a volte dei propri genitori.